Gli affreschi bizantini: una testimonianza pittorica unica nel territorio veronese

Grazie alla protezione di un muro eretto nel XV secolo, che nascondendo le absidi minori, ha contribuito a preservarne l’integrità, gli affreschi nelle absidiole laterali della chiesa di Santa Maria della Ciusara rappresentano una testimonianza unica dell’arrivo della pittura macedone nel territorio veronese.

Nel catino dell’absidiola di destra è raffigurato a mezzobusto Cristo senza barba  benedicente, con tunica azzurra e mantello rosa. Il volto con i grandi occhi che sottolineano la fissità frontale rimanda all’iconografia ellenistica, mentre la mano, sollevata in benedizione e aperta, segue la tradizione greca.

Nella parte inferiore, a sinistra di una sorta di altare sottostante la monofora, è rappresentato un santo vescovo barbuto a figura intera, con clausola e camice coperti da pallio, una mano aperta benedicente e un libro nella mano sinistra.

A destra un giovane santo guerriero, potrebbe forse identificarsi in un santo fra San Giorgio, San Teodoro, San Demetrio o San Procopio, che impugna una lunga asta e indossa una lorica gialla e clamide allacciata sulla spalla destra secondo il costume bizantino.

Nel catino dell’absidiola di sinistra, un santo vescovo anziano tiene con la mano sinistra il libro dei Vangeli. Il santo potrebbe essere identificato con San Gregorio del monastero di Housios Loukas in Focide (vd. foto), ovvero con San Giovanni Crisostomo nell’abside della chiesa di Santa Sofia a Kiev, oppure con il San Gregorio di Nissa, anch’esso nella stessa chiesa.

Nella parte inferiore, ai lati della monofora, si trovano due figure di giovani santi benedicenti con la mano destra e che, con la sinistra, reggono la corona del martirio scorciata. Questi possono essere identificati con santi che in genere vengono rappresentati in coppia, come Cosma e Damiano, Felice e Fortunato, Filippo e Tommaso.

Questi affreschi, che uniscono influenze della cultura ravennate e del presbiterio di San Vitale, suggeriscono il lavoro di un pittore greco, un artista arcaicizzante, influenzato dalla rinascita macedone tra Basilio I e l’Imperatrice Teodora.